Occupazione di case popolari: lo stato di necessità vale solo per un pericolo attuale e transitorio

La Cassazione (Sez. Settima Penale, Ordinanza n.33952 del 20/07/2018), ha ritenuto che la scriminante dello stato di necessità non può coincidere, in caso di occupazione arbitraria di un alloggio di proprietà pubblica (art. 633 e 639 bis c.p.) con la mera esigenza dell’agente di reperire un alloggio e risolvere i propri problemi abitativi (cfr. in tal senso Cass. Sez. 2^, sent. n. 4292 del 21/12/2011, dep. 01/02/2012, Rv. 251800) e può essere invocata solo per un pericolo attuale e transitorio e non per sopperire alla necessità di trovare un alloggio al fine di risolvere, in via definitiva, la propria esigenza abitativa (Cass. Sez. 2^, sent. n. 19147 del 16/04/2013, dep. 03/05/2013, Rv. 255412).

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